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Dongo




Si trova sulla piana formata del torrente Albano alle porte della Val Albano. In fondo alla valle si trova l’importante valico di S. Jorio, che metteva in comunicazione già nell’epoca Romana l’Alto Lario e la valle Mesolcina.

Nel ‘400 e ‘500 Dongo con Gravedona e Sorico furono il perno della diffusione del Cristianesimo in Alto Lago e costituirono la comunità delle Tre Pievi, che beneficiò di autonomia fino alla fine del ‘500. Nel 1800 si installarono le prime fabbriche che sfruttarono l’antica tradizione siderurgica del luogo.
Il 27 aprile 1945, le truppe che scortavano Benito Mussolini e alcuni dei suoi ministri furono catturate a Dongo. I ministri inizialmente furono condotti a Palazzo Manzi, quindi vennero fucilati su lungo lago. Il Duce e Clara Petacci furono portati a Giulino di Mezzegra e giustiziati il giorno seguente. Questi fatti sono rievocati nel Museo di Resistenza comasca all’interno del Palazzo Manzi (temporaneamente chiuso per restauri), ora sede del municipio, sito in piazza Parracchini, raggiungibile dall’imbarcadero prendendo a sinistra.
All’interno è visitabile anche la cosiddetta sala d’Oro, luogo di ricevimento della famiglia Manzi. Chiedete gli orari di apertura.
Dietro il palazzo sorge, poco distante, la romanica chiesetta di S.Maria Martinico, dalla quale, dopo un breve tratto sulla via Antica Regina, si può raggiungere l’antico nucleo di Barbignano.
Oltrepassato il fiume Albano si trova la chiesa parrocchiale di S. Stefano, di origini antichissime, ricostruita nel ‘700. Dietro la chiesa ha inizio una passeggiata lungo il lago di ca. 1 ora che collega Dongo a Gravedona.

Il mercato di Dongo si svolge ogni primo e terzo giovedì del mese.